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LA Psiconeuroendocrinoimmunologia - PNEI

La psiconeuroendocrinoimmunologia o PNEI è lo studio delle relazioni tra i grandi sistemi di regolazione dell’organismo umano: il nervoso, l’endocrino e l’immunitario, e tra questi e la psiche cioè l’identità emozionale e cognitiva che contraddistingue ciascuno di noi.

L’aspetto innovativo della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è che i grandi sistemi di regolazione biologica, cioè il sistema nervoso, endocrino ed immunitario interagiscono tra di loro e vengono profondamente influenzati dagli stati psicologici. Il dialogo tra i grandi sistemi avviene attraverso molecole diverse tra di loro ma in grado di interagire sui vari distretti. Un esempio illuminante è rappresentato da una molecola celebre, il fattore di crescita nervoso (NGF in sigla), scoperto da Rita Levi Montalcini.

Tradizionalmente, questa molecola è stata assegnata al cervello; ora, in realtà, si dimostra un potente fattore stimolante del sistema immunitario.

Addirittura questa molecola è molto importante per la pelle. Nella cute, infatti, NGF viene prodotto sia dalle fibre nervose, sia da tutte le cellule del sistema immunitario cutaneo, sia dai cheratinociti, che sono cellule dello strato superficiale dell’epidermide. Una eccessiva produzione di NGF, ad esempio, può indurre una iperproliferazione delle cellule epidermiche e una risposta infiammatoria di tipo immunitario (degranulazione dei mastociti). La conseguenza può essere la comparsa di placche infiammate (eritematose) tipiche della psoriasi che non a caso si aggrava in periodi di maggiore stress.

Nella seconda metà degli anni ‘80 è stata provata la versatilità di molte molecole e anche l’esistenza di recettori per queste sostanze nelle cellule dei tre sistemi. In sostanza, abbiamo numerose prove scientifiche che l’organismo umano possiede un linguaggio unitario mediante il quale cervello, ghiandole endocrine e sistema immunitario si scambiano informazioni.

L’organismo umano funziona quindi come un sistema che attimo per attimo si regola e reagisce alle stimolazioni psichiche. Grazie agli studi sul sistema dello stress e la neurobiologia delle emozioni, risulta chiaro che qualunque evento capace di suscitare emozioni intense e profonde scatena delle risposte somatiche sia a livello neurovegetativo (tachicardia, diarrea...) che endocrino ed immunitario. Esiste dunque un anello di congiunzione tra stato di coscienza e corpo rappresentato dal sistema neurovegetativo.

La psiconeuroendocrinologia o PNEI è l’approccio veramente olistico della medicina e rappresenta il punto d’incontro tra scienza e coscienza. Studia l’organismo umano nella sua interezza e nel suo fondamentale rapporto con l’ambiente. Lo sviluppo delle ricerca in questo campo consente di recuperare tradizioni mediche millenarie (a torto definite non convenzionali o alternative) da una medicina che in realtà dimostra, specie nelle patologie croniche o psicosomatiche notevoli lacune terapeutiche.

Si auspica dunque anche l’avvento di un olismo terapeutico nell’ambito del quale lo specialista sia in grado di fornire ai suoi pazienti tutte le opzioni terapeutiche disponibili e non soltanto quelle apprese sui testi di medicina cosiddetta "convenzionale".


PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA - PNEI

Nella psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) convergono, all’interno di un unico modello, conoscenze acquisite, negli ultimi settanta anni, dall’endocrinologia, immunologia, psicologia e neuroscienze.

Nel 1936, Hans Selye, scienziato di origine ungherese scomparso nel 1982, dimostrò che la reazione di stress riguarda precipuamente tre distretti corporei: la ghiandola surrenale, il timo e le mucose gastrointestinali.

L’esaurimento surrenalico provoca tra l’altro stanchezza cronica, insufficiente capacità di attivazione immunitaria (ci si ammala quando si è più stanchi) e frequente comparsa di sintomi gastrointestinali.

Maggiore è il numero di stressori sia fisici (caldo, freddo, radiazioni), infettivi (virus, batteri), psichici (emozioni, traumi) ed alimentari ai quali siamo esposti e maggiore è la durata di esposizione agli stessi e più grave sarà la nostra somatizzazione.

Già alla metà degli anni ’70, Hugo Besedowsky, attualmente all’Università tedesca di Marburgo, dimostrò che la reazione di stress, con l’aumento della produzione del cortisolo da parte delle surrenali, causa una soppressione della risposta immunitaria.

Nella seconda metà degli anni '80, il fisiologo statunitense Edween Blalock dimostrò che i linfociti, fondamentali cellule immunitarie, hanno recettori per gli ormoni e i neurotrasmettitori prodotti dal cervello e che, al tempo stesso, producono ormoni e neurotrasmettitori del tutto simili a quelli cerebrali.

E’ anche ormai dimostrato che il sistema immunitario influenza il comportamento. In sintesi la PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) rappresenta la lettura e la dimostrazione in chiave fisiopatologia del vecchio concetto di medicina psicosomatica o, come abbiamo visto, somatopsichica.


Emozioni, salute e malattia in chiave PNEI

Gli anni ’90 hanno visto una crescita significativa degli studi sul rapporto tra emozioni e salute. Joseph LeDoux, neurobiologo dell’Università di New York, ha dimostrato che una emozione primordiale come la paura ha nell’amigdala il suo centro di attivazione. Quest’area cerebrale riceve i segnali di pericolo che giungono dalla vista e dall’udito e, al tempo stesso, tramite i suoi collegamenti con ipotalamo e locus ceruleus, è capace di attivare il sistema dello stress. L’amigdala si forma precocemente durante lo sviluppo del cervello e può essere segnata da traumi o eventi stressanti fin nel grembo materno, alterando e condizionando nel tempo il sistema dello stress del bambino.

Antonio Damasio, neurologo dell’Università dell’Iowa, nel suo decennale lavoro su coscienza ed emozioni, ha dimostrato che la tristezza, più della collera, è capace di attivare intensamente l’ipotalamo e alcune aree corticali.

La disregolazione del sistema dello stress da parte di emozioni, traumi ed eventi stressanti in genere, altera potentemente l’assetto e il funzionamento del sistema immunitario. Lo stress cronico colloca la risposta immunitaria su una posizione inadatta a combattere virus e tumori mentre favorisce lo sviluppo di malattie autoimmuni che costituiscono oggi una vera piaga sociale.

Studi recenti dimostrano che anche patologie come l’aterosclerosi, tradizionalmente concepite come frutto dell’eccesso di colesterolo nel sangue, sono fortemente condizionate dall’umore: la depressione, ormai considerata una patologia infiammatoria, contribuisce ad alterare la parete interna dei vasi, favorendo la formazione della tipica lesione aterosclerotica.

Robert Sapolsky, neurobiologo della Stanford University, ha dimostrato nei suoi lavori che l’alterazione del sistema dello stress e la sovrapproduzione di cortisolo, tipiche della depressione maggiore, possono avere ripercussioni sull’ippocampo, area cerebrale deputata alla formazione della memoria a lungo termine, inducendo morte dei neuroni e atrofia.

Certo, la risposta allo stress è individuale, è segnata dalla storia della nostra individualità psicobiologica. Per alcuni, un evento stressante può essere destabilizzante, per altri galvanizzante. Lo studio delle differenze, delle “costituzioni”, dei “terreni”, è una delle frontiere attuali della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). Lo studio del costituzionalismo avviato da Ippocrate, assume un significato completamente nuovo alla luce della psiconeuroendocrinoimmunologia che crea il razionale scientifico moderno di una conoscenza che seppure datata rimane profondamente vera ed attuale.

Per avere maggiori informazioni sulla PNEI o psiconeuroendocrinoimmunologia è possibile consultare diversi testi sull'argomento tra cui segnaliamo il testo+DVD PNEI... a chi? ossia la Psiconeuroendocrinoimmunologia o PNEI spiegata a tutti con parole semplici.

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