cura dei disturbi del ciclo mestruale

Con il termine ciclo mestruale si intende il periodo, in media di 28 giorni, che intercorre tra l’inizio di una mestruazione e l’inizio della successiva.
Nel linguaggio comune il termine “ciclo mestruale” viene spesso utilizzato per indicare la mestruazione, ovvero la ciclica perdita di sangue, che dura in media da 3 a 7 giorni.

cura dei disturbi del ciclo mestruale: le principali alterazioni

Le mestruazioni che vengono in anticipo (polimenorrea)

Una mestruazione che si presenta con un anticipo di almeno 3 giorni è una alterazione relativamente comune. Se il fenomeno è isolato e quindi non si ripete nei cicli successivi, non deve destare troppa preoccupazione. Fattori quali stanchezza e stress possono avere un ruolo determinante.

Diverso il caso in cui il problema tende a ripresentarsi. In questo caso è indicata l’esecuzione di dosaggi ormonali per rilevare eventuali alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. Frequentemente il problema è legato ad una “insufficienza luteale” ovvero ad una inadeguata produzione di progesterone da parte dell’ovaio nella seconda parte del ciclo mestruale. Altre possibili cause possono essere iperprolattinemia, alterazioni tiroidee ecc.

La terapia PNEI è tra le più innovative, complete e risolutive.

Le mestruazioni che vengono in ritardo (oligomenorrea)

Un ritardo mestruale è una evenienza frequente per una donna. Se il ritardo rimane un caso isolato non ci sono particolari problemi (salvo escludere una gravidanza mediante un test apposito).

Se il ritardo tende a ripresentarsi bisogna eseguire degli accertamenti fra cui dosaggi ormonali, ecografia pelvica ed eventuali altri esami in base al sospetto clinico.

Una delle cause possibili di oligomenorrea può essere una aumentata produzione di ormoni androgeni (testosterone, DHEAS, delta4 androstenedione, 17 idrossi progesterone) da parte dell’ovaio e/o del surrene. Si parla in questi casi di iperandrogenismo e/o di Sindrome dell’Ovaio Policistico, se si associa una particolare struttura ecografica dell’ovaio (presenza di numerosi piccoli follicoli disposti alla periferia dell’organo -disposizione a “ruota di carro”-) e vi sono segni clinici quali acne ed irsutismo.

Alterazioni ipotalamiche (derivanti da stress fisici o psichici, anoressia nervosa, bulimia, raramente lesioni organiche) possono portare ad oligomenorrea/amenorrea (assenza completa del flusso mestruale per almeno 3 mesi).

L’iperprolattinemia si può associarebad oligomenorrea o poligomenorrea.

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Le mestruazioni emorragiche (menorragia, menometrorragia) e le emorragie intermestruali (metrorragia)

Una mestruazione con carattere di emorragia, oppure una emorragia intermestruale (nel periodo tra una mestruazione e l’altra), andranno tempestivamente trattate.

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Le perdite ematiche intermestruali (spotting)

Per spotting si intende una piccola perdita ematica che si verifica per uno o più giorni durante il ciclo mestruale (generalmente alla metà) non in relazione alle mestruazioni. Può essere dovuta ad una alterata stimolazione ormonale dell’endometrio.

Se si presenta come fenomeno isolato non sono necessari accertamenti; qualora il fenomeno tenda a ripresentarsi, deve essere opportunamente trattato.

Anche in questo caso la terapia PNEI è tra le più innovative, complete e risolutive.

L’assenza di mestruazioni (amenorrea)

Un ritardo mestruale che si protrae per almeno 3 mesi si definisce amenorrea.

Una volta esclusa una gravidanza mediante apposito test bisognerà eseguire degli accertamenti per identificare la causa della alterazione.

Fra gli esami da effettuare: visita ginecologica, ecografia pelvica, dosaggi ormonali. Inoltre eventuali altri esami in base al sospetto diagnostico.

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Le mestruazioni troppo abbondanti (ipermenorrea)

Una mestruazione abbondante è una eventualità relativamente frequente nella storia mestruale della donna.

Il ripetersi di mestruazioni abbondanti va invece indagato e trattato in quanto le cause possone essere molteplici ed il ripetersi del fenomeno può portare ad una carenza di ferro con conseguente anemia.

Gli esami da effettuare saranno: ecografia pelvica, dosaggi ormonali, esami generali del sangue ed eventuali altri esami in relazione al sospetto clinico.

Fra le possibili cause la presenza di polipi all’interno dell’utero (polipi endometriali), la presenza di fibromi uterini, alterazioni dell’endometrio.

Anche in questo caso la terapia PNEI è tra le più innovative, complete e risolutive.

Le mestruazioni troppo scarse (ipomenorrea)

Un flusso mestruale di scarsa quantità può capitare e non deve necessariamente allarmare; spesso, alla base del problema, possono esserci stress o stanchezza.

Se il fenomeno si ripresenta è consigliabile mettere in atto accertamenti diagnostici fra cui dosaggi ormonali, ecografia pelvica ed eventuali altri esami in relazione al sospetto clinico.

Fra le varie cause che determinano il ripetersi del fenomeno possono esserci alterazioni della secrezione ormonale, da parte dell’ovaio o di altre ghiandole endocrine, che vanno correttamente identificate e trattate.

La terapia PNEI è tra le più innovative, complete e risolutive.