L’amenorrea è l’assenza di mestruazioni. Si può distinguere in primaria, qualora la donna non abbia mai avuto mestruazioni al compimento del sedicesimo anno di età, o secondaria, in caso di interruzione delle mestruazioni per almeno sei mesi consecutivi in una donna con cicli regolari (nel caso in cui le mestruazioni si verifichino ma non ci sia una fuoriuscita del sangue per cause di varia natura come presenza di ostacoli, ad esempio obliterazione della vagina, dell’imene o del collo dell’utero, allora si parla di criptomenorrea).

La dismenorrea o mestruazione dolorosa è un’alterazione mestruale, accompagnata da disturbi generali o locali e da dolori, che interessano in genere la regione pelvica e l’addome.

La mestruazione dolorosa affligge approssimativamente il 50% delle donne mestruate e nel 10% circa dei casi può impedire le normali attività quotidiane, costringendo a letto per più ore o giorni le donne interessate.

La causa di una dismenorrea è spesso difficile da definire, data anche la notevole soggettività dei sintomi, tuttavia può essere ricondotta o ad alterata funzione ovarica o ad altre alterazioni a carico dell’utero o infine a motivi non chiaramente patologici, di origine nervosa e ormonale.

La sindrome premestruale consiste in una complessa sintomatologia che interessa vari apparati del corpo femminile nell’età fertile, in corrispondenza dei giorni immediatamente precedenti le mestruazioni.

Una sorta di reazione autoallergica, dovuta a un’eccessiva produzione di ormoni da parte dell’ipofisi nella fase post-ovulatoria e premestruale; essa comporta un eccessivo lavoro da parte del fegato, e il relativo stato di affaticamento.

Sintomi come galattorrea, amenorrea e infertilità si osservano solo se la concentrazione di PRL (ormone della prolattina) è estremamente elevata.

Concentrazioni meno elevate sono associate a stress acuto e alla sindrome dell’ovaio policistico e sono, solitamente, asintomatiche.

Questa patologià è causata da alcuni farmaci (narcotici, tranquillanti, antidepressivi e altri), da un adenoma benigno dell’ adenoipofisi o da ipotiroidismo. Gli adenomi ipofisari (prolattinomi) ammontano a oltre il 30% dei casi: possono essere di volume relativamente riguardevole oppure molto piccoli (rispettivamente, macro- e micro-adenomi), diagnosticabili solo con una radiografia della sella turcica (così si chiama lo spazio in cui è alloggiata l’ipofisi) del cranio e soprattutto con la TAC o la RMN.

Il trattamento è medico (con antagonisti della dopamina a lungo termine, come la bromocriptina) o chirurgico. Talvolta l’iperprolattinemia si riscontra nei maschi, nei quali si manifesta solitamente con impotenza, ma solo raramente infertilità.

Il fibromioma uterino, o fibroma dell’utero, è un tumore dell’utero. Il leiomioma uterino, o più comunemente fibroma, è il tumore benigno più frequente dell’utero.

Il fibroma è una formazione solida, che si sviluppa a carico della muscolatura liscia della parete uterina: può essere localizzato all’interno dell’utero (cavità endometriale), nello spessore della sua parete muscolare (miometrio) o crescere verso l’esterno (perimetrio).

Per polimenorrea in campo medico, si intende un disturbo della mestruazione, dove vi è aumento anomalo della frequenza dell’evento

L’endometriosi (da endo, dentro e metra, utero) è una malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, cioè l’endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino.

Ciò provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, aderenze ed infertilità. Ogni mese, sotto gli effetti degli ormoni del ciclo mestruale, il tessuto endometriale impiantato in sede anomala va incontro a sanguinamento, nello stesso modo in cui si verifica a carico dell’endometrio normalmente presente in utero.

Tale sanguinamento comporta un’irritazione dei tessuti circostanti, che dà luogo alla formazione di tessuto cicatriziale e di aderenze.

La sindrome dell’ovaio policistico è un disordine endocrino che colpisce il 5-10 per cento della popolazione femminile.

Questa sindrome, che si rintraccia in tutto il mondo, è il disordine ormonale più comune delle donne in età riproduttiva. Oltretutto è la causa principale di infertilità femminile. I sintomi e la gravità della malattia fluttuano molto tra le donne.

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Ai pazienti vengono insegnate semplici ed innovative strategie di accesso a stati emozionali potenziati che gli consentono di mutare drasticamente gli stati psicologici negativi con benefiche ripercussioni sia sulla qualità di vita (affettività, lavoro, professione) che sulla fiducia nella possibilità di guarigione.